A distanza di dieci anni da quando Alfa Romeo annunciò che avrebbe realizzato una nuova Duetto sulla base della Mazda MX-5 Miata, la Casa del Biscione, indirettamente, torna a parlare di questo progetto. Un progetto destinato a fallire…
Ormai lo sanno tutti: quella di far parlare a tutti costi – e a vanvera - del Biscione è la strategia di monsieur Jean-Philippe Imparato, amministratore delegato di Alfa Romeo.
La notizia di un ritorno del Duetto aveva creato grande entusiasmo tra gli alfisti che speravano di rivedere sul mercato la mitica vettura; il dubbio e le perplessità erano dovute al fatto che non tutti apprezzavano l’eventualità che il “Biscione” collaborasse con Mazda.
Volete commercializzare un nuovo Duetto? E allora perché non farselo da soli anziché acquistare dal costruttore giapponese un numero di MX-5, cambiare il logo Mazda con quello di Alfa Romeo, e venderlo magari anche ad un prezzo superiore? In pratica, si sta ripetendo la stessa cosa avvenuta con la Fiat 124 Spider commercializzata in collaborazione con Mazda. Scelta che, francamente, non fu particolarmente azzeccata tanto che la pur carina Fiat 124 Spider uscì subito di produzione.
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Nei giorni scorsi, infatti, la Alfa Romeo Spider su base Mazda MX-5 Miata è tornata alla ribalta e si è scoperto che “qualcuno” nel Regno Unito ha deciso di realizzare lo stesso questa auto.
L’idea di un privato, osservata da Alfa Romeo ma mai presa in considerazione (o forse sì).
Non si sa molto del processo di costruzione alla base di questa auto che è stata avvistata nel Regno Unito. Il frontale della Mazda è cambiato di poco, le modifiche si limitano alla classica mascherina Alfa Romeo montata sulla griglia con tanto di logo al posto di quello Mazda collocato sul paraurti e l’aggiunta di due luci extra nella maglia della griglia. L’auto dispone, inoltre, di un set di ruote con il design a cinque fori tipico del brand automobilistico del Biscione e anche un parafango che simile a quello dell’8C del 2008.
Il posteriore è dotato di un paraurti nuovo di zecca (presumibilmente in fibra di vetro) che sposta la targa di immatricolazione in un nuovo punto appena sotto il cofano del bagagliaio e anche il cofano del bagagliaio sembra essere stato modificato. Non si sa nulla, infine, di quello che c’è sotto il cofano anche se, il sospetto, è che ci sia un quattro cilindri da 1.5 litri.
“Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”: lo dicevano Oscar Wilde, Giulio Andreotti e, probabilmente adesso, anche Jean-Philippe Imparato.
E scusate se è poco…
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Federico - 19 Sep 2022
Ma caaaxxxx. Duetto, di cui sono fortunato possessore, IV serie 1.600 carburatori, ha la fanaleria posteriore completamente diversa, e, in questa, oltretutto, i fanali anteriori non ci azzeccano nulla. Troppo Jap. Troppo spiovente il muso. Carini i cerchi e le griglie laterali che però nulla hanno a che fare con il Duetto.