Elettrico Auto elettriche: quanto costa il pieno di energia?
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I fenomeni di Bruxelles ci stanno obbligando a viaggiare in elettrico e probabilmente (personalmente mi auguro ciò non accada mai) ciò avverrà a partire dal 2030. A questo punto, il minimo, oltre a sapere il prezzo delle auto con la spina (che costano un occhio della testa), è conoscere quanto costa fare il pieno.

Se da una parte ci stanno obbligando all’uso dei “fornellini elettrici” per potersi muovere dall’altra, la maggior parte della gente normale, non è convinta affatto di abbandonare l’endotermico e questo per vari motivi come, ad esempio, il prezzo di acquisto troppo alto, la scarsità di colonnine di ricarica p, più semplicemente, la “paranoia di guidare osservando sempre il contatore dell’energia”.

Ricarica alla colonnina. La ricarica alle colonnine che si trovano oggi sulle nostre strade è il metodo più utilizzato al momento per le auto elettriche. Ci sono differenti gestori sul mercato che garantiscono la ricarica attraverso app o card apposite, sia con piani di abbonamento specifico che al consumo. 

Ricaricare alla colonnina è molto semplice, basta cercare l’infrastruttura attraverso l’app del gestore scelto, abilitare il pagamento e collegare il cavo all’auto. È possibile poi controllare lo stato della ricarica attraverso il display della colonnina o l’app. Una domanda: ma mio padre settant’enne che il cellulare lo usa solo per telefonare e non sa nemmeno cos’è una App, non potrà mai più guidare? Spariamogli subito, allora!

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Ricaricare l’auto a casa. Volendo, si può anche ricaricare l’auto a casa, usando una comune presa di corrente. L’unica cosa importante è avere a disposizione una dotazione domestica in kW abbastanza potente, per poter usufruire dell’energia anche per altre attività mentre la vettura è in carica. 

Quanto costa la ricarica? La ricarica domestica dell’auto elettrica è, forse, la scelta migliore; si spendono infatti mediamente 20 centesimi per kiloWattora circa, a seconda del piano tariffario. Per avere quindi un’autonomia di 100 chilometri, la spesa da sostenere è di 4 euro (auto di media cilindrata). Qual è però la menata legata alla ricarica domestica? Perché una menata c’è (non può filare tutto liscio!!!): per ricaricare la vettura elettrica e garantire almeno 100 chilometri di percorrenza, sono necessarie 5/6 ore circa. Se però sono attivi anche altri elettrodomestici in casa, nel frattempo, chiaramente i tempi si allungano. 

Per quanto riguarda invece i costi della ricarica alla colonnina, dobbiamo fare una distinzione:

- ci sono colonnine AC (corrente alternata, da 11 e 22kW): costo medio al kWh di 0,40 euro, e una tariffa di 0,09 euro al minuto, che scatta dopo un’ora di occupazione della piazzola dalla fine della ricarica;

- colonnine DC (corrente continua, da 50kW): costo medio al kWh circa 0,50 euro, tariffa di occupazione mediamente di 0,18 euro al minuto;

- colonnine HPC (High Power Charging, fino a 350kW): costo a consumo di 0,79 euro a kW (prezzo pieno). 

Il vantaggio delle colonnine HPC è il tempo di ricarica molto ridotto (nella maggior parte dei casi bastano anche solo 20/25 minuti per portare l’auto all’80% circa del livello di carica). Di queste colonnine, purtroppo, in Italia ce ne sono ancora pochissime e molte di esse, a volte, per un motivo o per un altro, non sono attive/funzionanti.

Quanto costa il pieno? Prendiamo come esempio un’auto elettrica con batterie dalla capacità di 42 kWh. Moltiplicando 42 per il costo del kWh (es. 0,40 euro per le colonnine di ricarica AC) = 16,80 euro (attenzione: il consumo varia in base alla velocità che teniamo in auto e alla temperatura delle batterie).

Per chi preferisce ricaricare l’auto da casa, è meglio informarsi ed essere sicuri di avere un contratto di fornitura energetica conveniente, visto che si tratta di un’operazione che richiede una grande quantità di energia. Il fornitore deve essere assolutamente affidabile e le tariffe convenienti per questo tipo di utilizzo. Ma le sorprese, ovviamente, sono dietro l’angolo. Anzi, no: sono nelle bollette!

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