Attualità Bonus carburante di 200 euro: a chi spetta e come funziona?
* Articolo disponibile anche in versione audio (solo per gli iscritti)

Il decreto è stato approvato lo scorso 21 marzo e finalmente, dopo la conversione in legge (forse) può partire. Scriviamo (forse) perché sappiamo bene come funzionano (meglio come non funzionano) le cose in Italia. Per questa misura il governo ha stanziato 9,9 milioni di euro per l'anno 2022 e 0,9 milioni per il 2023.

In due righe: tutti i datori di lavoro del settore privato potranno erogare ai propri dipendenti, per il solo periodo d’imposta 2022, un buono esentasse del valore massimo di 200 euro da utilizzare per l’acquisto di carburante per autotrazione, quindi benzina, gasolio, Gpl o metano. Questa mega cifra potrà essere utilizzata anche per ricaricare la batteria dei veicoli elettrici o ibridi plug-in. Questo era uno dei punti interrogativi chiariti dalla circolare 27 emanata dall’Agenzia delle entrate il 14 luglio.

Chi può averlo? Il bonus carburanti di 200 euro possono averlo tutti indipendentemente dal loro stipendio, visto che la concessione del bonus non è legata a limiti di reddito. Per ottenerlo non è necessaria alcuna domanda da parte del dipendente: sarà il datore di lavoro a decidere se erogarlo e di che importo. A godere del beneficio sono i datori di lavoro privati e i lavoratori autonomi che dispongano di dipendenti, ma non le amministrazioni pubbliche; i destinatari, invece, sono i titolari di reddito dipendente, senza limiti di ruolo e di retribuzione, compresi, quindi, stagisti, lavoratori a progetto e a tempo parziale e co.co.co., bau bau, micio micio.

Cosa fare per ottenerlo? Per l’erogazione non sono necessari accordi contrattuali preventivi; i buoni benzina vanno utilizzati per i rifornimenti di qualsiasi tipo di carburante (benzina, gasolio, Gpl e metano) o, come specifica la circolare, anche per la ricarica di veicoli elettrici. Il bonus di 200 euro non fa reddito, quindi va conteggiato a parte rispetto ad altri, eventuali, benefit concessi al lavoratore. In sostanza, si tratta di una somma esentasse, prevista dal cosiddetto decreto Ucraina bis che aveva introdotto, nel marzo scorso, la prima riduzione delle accise sul prezzo del carburante, divenuto eccessivamente elevato.

Foto:

Il bonus non è per tutti. Il bonus offre vantaggi anche, fiscali e contributivi, al datore di lavoro, perché il suo costo è interamente deducibile ai fini Ires e Irpef e non concorre, come per il dipendente, alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro. Tuttavia, il beneficio non è dovuto e può essere riconosciuto anche a un solo lavoratore: la legge, infatti, non impone l’assegnazione di liberalità alla totalità dei dipendenti, anche se nulla vieta che la sua erogazione possa essere oggetto di trattativa al fine di accordi aziendali o tra l’azienda e i singoli dipendenti.

Mi sa che in questa legge c’è lo zampino dei 5 Stelle perché, a quanto pare, c’è la solita confusione e la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra… O forse sì!

Articoli suggeriti:

(*) Commenti, likes, ricerche, notifiche, articoli in versione audio, assenza di pubblicità e collegamenti ad altri contenuti esclusivi sono solo per gli iscritti a The Garage.

Se ti è piaciuto il post e vuoi vederne tanti altri pubblicati quotidianamente, iscriviti a The Garage!