Elettrico Colonnine di ricarica: crescono ma non si vedono (e non funzionano)
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Quante sono le colonnine di ricarica elettrica in Italia? Secondo alcune stime, al 31 giugno 2022, risultano installati 30.704 punti di ricarica elettrica in 15.674 infrastrutture di ricarica (o stazioni, o colonnine) e 12.410 location accessibili al pubblico. Lo scrive, nella consueta rilevazione trimestrale, Motus-E, associazione che raggruppa tutti gli stakeholders (leggi: parti interessate) della mobilità elettrica.

In particolare, negli ultimi tre mesi, si osserva un'importante accelerazione del tasso di crescita rispetto ai trimestri precedenti, con un +2.847 punti di ricarica rispetto a marzo 2022, quando si contavano 27.857 punti in 14.311 infrastrutture. Se confrontiamo i dati con giugno 2021, la crescita è di 7.429 punti di ricarica, pari al +32%.

Tuttavia, nonostante questo trend in aumento, a dir la verità, di colonnine, in giro, se ne vedono poche e quando si vedono, sono sempre “vuote”. E, tra l’altro, non sono funzionanti tanto che l'11,5% delle infrastrutture installate risulta non utilizzabile dagli utenti finali, in quanto non è stato finora possibile finalizzare il collegamento alla rete elettrica da parte del distributore di energia o per altre motivazioni autorizzative.

In termini di potenza, poi, il 92% dei punti di ricarica è in corrente alternata (AC), mentre l’8% in corrente continua (DC), e nell’ultimo trimestre sono soprattutto i punti di ricarica in DC ad aumentare, con un +46% per i punti di ricarica tra 50 e 150 kW e un +38% per i punti di ricarica con potenza superiore ai 150 kW.

Deal punto di vista geografico, invece, il 57% circa dei punti di ricarica è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro e solo il 20% nel Sud e nelle Isole. 

Il problema più grosso da risolvere è la questione dei ritardi delle gare in ambito autostradale, che non beneficeranno dei fondi del PNRR. Bandi di gara che continuano ad essere rimandati e che si attendono da 5 anni su tutte le concessioni senza che l'impasse si sblocchi mentre alcune infrastrutture vengono installate in autostrada su iniziativa di un solo concessionario, ma questo non basta. Visto la transizione ecologica e l’obbligo del 2035 sarebbe il momento di accelerare per garantire al nostro Paese una rete di punti di ricarica capillare su tutto il territorio. E invece…

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