Curiosità Droni, robot e auto a guida autonoma: dove andremo a finire?
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Stando ai fenomeni dell’automotive, manca ancora qualche annetto all’affermazione e diffusione delle auto a guida autonoma. Si stima, infatti, che entro il 2030/35 le macchinine che viaggeranno da sole, senza guidatore, saranno davvero tante. Beh, se ci credono loro…

Oltre all’elettrico, è caccia anche ai droni, ai robot e alla guida autonoma. E chi prima arriva meglio alloggia o, probabilmente, che prima arriva farà da cavia per chi arriverà dopo. Da Tesla a Volkswagen, fino a Waymo (di proprietà Google), Apollo (il marchio di Baidu) e Zoox (di Amazon) sono tante le grandi aziende che stanno spingendo in questa direzione.

Nel mondo del trasporto urbano c’è in atto una vera e propria rivoluzione che, oltre alla guida autonoma, si sta affidando sempre più all’utilizzo di droni su larga scala; droni che avranno il compito di trasportare merci da un luogo all’altro delle città. L’uso congiunto di veicoli autonomi, di droni e della robotica avrà, probabilmente, diversi effetti assolutamente positivi. Le congestioni di traffico dovrebbero calare a vista d’occhio mentre l’inquinamento causato dai trasporti dovrebbe ridursi in modo drastico. Grazie alle soluzioni di mobilità autonoma ed elettrica, di fatto, le nostre città dovrebbero diventare più pulite e tranquille, così da rendere più piacevole e sereno il tempo passato all’aperto, nelle piazze e nelle aree verdi.

Peccato solo che si perderanno tantissimi posti di lavoro!!! E poi, onestamente, non è facile immaginare le nostre città come aree attraversate continuamente, in lungo e largo, da robot, da droni e da automobili senza conducenti. Sono immagini più da film di fantascienza che da realtà quotidiana.

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Comunque, all’Università di Leeds, nel Regno Unito, un gruppo di esperti ha cercato di dare delle risposte concrete alla domanda: “Quali saranno gli effetti collaterali di questa rivoluzione sull’uso degli spazi urbani”?

Sia le auto a guida autonoma che i droni si muoveranno utilizzando elettricità, senza dunque le emissioni nocive conseguenti l’uso di combustibili fossili. Grazie all’uso di algoritmi specifici, potranno ridurre le congestioni di traffico, tanto più pensando che il mondo dei veicoli senza conducente si presta alla perfezione al car sharing e al car pooling. Questo potrà portare grandi vantaggi per la vita outdoor nei contesti urbani, con un’aria più salubre, con delle strade poco trafficate, con meno rumore, e via dicendo. Occhio, però: sarebbe un grandissimo errore pensare che l’immissione della robotica d’avanguardia nei trasporti urbani possa portare solo benefici. Come hanno fatto notare gli esperti coinvolti nello studio di Leeds, per esempio, gli stessi droni e robot coinvolti, pur non creando emissioni durante l’utilizzo, diventerebbero essi stessi fonti di rifiuti. Va poi evidenziato il fatto che le nostre città non sono progettate per ottimizzare l’uso di veicoli a guida autonoma, di robot e di droni. È possibile quindi che per fare spazio a questi dispositivi si possa arrivare a sacrificare delle aree verdi urbane, portando a problemi sul lato ambientale e persino sociale.

Il progresso nel mondo dei trasporti può avere grandi effetti positivi, ma è bene essere preparati a gestire anche gli effetti negativi. Come ha spiegato Martin Dallimer, professore della School of Earth and Environment all’Università di Leeds, tra i principali autori dello studio… “E’ vitale che si cerchi di comprendere tutti i possibili effetti collaterali e rischi del nostro crescente utilizzo di robot e sistemi automatizzati. Sebbene gli impatti futuri sugli spazi verdi urbani e sulla natura siano difficili da prevedere, dobbiamo assicurarci che il pubblico, i responsabili politici e gli sviluppatori di queste tecnologie siano consapevoli dei potenziali pro e contro, in modo da poter evitare conseguenze dannose”.

Meditate gente, meditate…

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