Foto:
Rolls-Royce vuol dire lusso, eleganza, turbo e potenza. Ma se anche il costruttore più aristocratico del mondo si converte all’elettrico cancellando completamente la sua storia automobilistica, allora significa che siamo in piena invasione dei cinesi nei mercati europei.
La grand contraddizione: ma se c’è già un costruttore cinese che copia le Rolls-Royce e le vende con motorizzazione 100% elettrica, come può immaginare la Roll-Royce di riuscire a vendere un modello elettrico in quel mercato? Dal punto di vista economico non sarà mai e poi mai competitiva. A volte certe strategie non hanno nessun senso. E certi fenomeni dovrebbero cambiar mestiere. Di questo argomento il nostro Greg ci ha fatto un bel TG garage, il n°99, che vi consiglio di andare a vedere.
Foto:
Tornando alla notizia, quindi, il titolo è: anche Roll-Royce si converte all’elettrico. E lo fa con uj modello chiamato “Spectre” le cui prime consegne sono previste per il quarto quadrimestre, del prossimo anno. Gli amanti della saga di “007” non potranno non associare il nome, alla nota associazione criminale, che perseguita puntualmente James Bond, ma in questo caso si tratta di un’auto: della prima Rolls-Royce totalmente elettrica. Fin dai primi del 1900, Charles Rolls profetizzò un futuro elettrico per l’auto, a condizione di una rete infrastrutturale idonea.
Recentemente, poi, il Ceo di Rolls-Royce, Torsten Müller-Ötvös, ha annunciato il lanciato sul mercato, di un modello completamente elettrico entro il decennio in corso. Promesse e previsioni mantenute, perché la Spectre è, praticamente, già bella e pronta, sottoposta a svariati test, per oltre 2,5 milioni di chilometri, a partire dal circolo polare artico, passando per ad Arjeplog, in Svezia, a temperature che arrivano fino a -40 gradi centigradi e si continuerà in tutta l’Africa meridionale, a temperature superiori a 55 gradi centigradi. La Spectre è una grossa coupé due porte, che offre spazio comodo a 4 occupanti; è lunga 5.453 mm e pesa 2.975 kg. La progettazione, interamente digitale, ha mantenuto un’architettura totalmente in alluminio, con sezioni che incorporano la grossa batteria, facendo guadagnare un 30% in rigidità torsionale.
Sofisticatissimo il sistema delle sospensioni “Planar”, in grado di disaccoppiare le barre antirollio, assicurando a ciascuna ruota una totale indipendenza, per compensare i difetti del fondo stradale, per poi ricollegare tutto, in curva, che individua grazie a sensori vari. Avanzatissimo anche il sistema d’intelligenza di controllo, che consente lo scambio diretto di informazioni, tra oltre 1.000 funzioni. L’auto, dunque, è ancora in fase di messa a punto, ma qualche dato provvisorio possiamo anticiparlo: 430 kW, con 900 Nm di coppia, per 550 km di autonomia ed uno 0-100 da 4,5 secondi.
Gli “amici” cinesi sono accontentati…
(*) Commenti, likes, ricerche, notifiche, articoli in versione audio, assenza di pubblicità e collegamenti ad altri contenuti esclusivi sono solo per gli iscritti a The Garage.
Se ti è piaciuto il post e vuoi vederne tanti altri pubblicati quotidianamente, iscriviti a The Garage!


